Backup e continuità operativa

Backup aziendale: copie che si ripristinano davvero

Un backup che nessuno ha mai provato a ripristinare è soltanto una speranza. Per questo non ci fermiamo a impostare le copie: effettuiamo test di recovery, così il giorno in cui servono sapete già quanto ci vuole per ripartire.

  • Copie in sede o in cloud
  • Ripristini provati e documentati
  • Anche Microsoft 365 e Google Workspace
  • In tutta Italia, dal 2003

Se vi riconoscete anche in una sola di queste, vale la pena guardarci

Sono le situazioni che troviamo più spesso quando entriamo per la prima volta in un’azienda.

  • Il backup gira da anni, ma nessuno ha mai provato a ripristinare un file
  • L’unica copia sta su un disco collegato al server, nella stessa stanza
  • Gli avvisi di errore del backup arrivano in una casella che nessuno legge
  • Se il server non ripartisse domani, nessuno saprebbe dire quando si torna al lavoro
  • Posta e documenti stanno su Microsoft 365 o Google Workspace, e si dà per scontato che ci pensi il fornitore
  • La copia è una cartella sincronizzata con il cloud: se un virus cifra un file, si cifra anche lì
  • Alcuni file esistono solo sui computer dei collaboratori, e nel backup non ci sono
  • Chi aveva impostato il backup non lavora più con voi, e nessuno sa bene che cosa copia

Cosa comprende il servizio

Tutto quello che serve perché, il giorno del guasto o dell’attacco, l’unica domanda sia in quanto tempo tornano i dati.

  • Analisi di cosa va protetto: server, computer, NAS, posta e documenti in cloud, e quanto conta ciascuno per il lavoro
  • Copie su più livelli, in sede o in cloud secondo i casi, con almeno una al riparo da attacchi e cancellazioni
  • Più versioni dei dati, per recuperare un file com’era prima dell’errore
  • Backup di Microsoft 365 e Google Workspace: posta e documenti copiati fuori dal sistema del fornitore
  • Controllo quotidiano dei report: se una copia non va a buon fine ce ne accorgiamo noi, non voi il giorno in cui serve
  • Test di ripristino concordati con voi: che cosa provare e con quale frequenza, con un resoconto scritto di ogni prova
  • Tempi di ripartenza calcolati sistema per sistema, non stimati a occhio
  • Il numero diretto di chi vi segue, che conosce la vostra infrastruttura

Come funziona

Si parte da una fotografia di quello che c’è oggi, e il primo ripristino di prova si fa subito, anziché al primo guasto.

  1. Fase 1 · Consulenza gratuita

    Guardiamo cosa c’è oggi

    In una consulenza gratuita, o con il check-up online, verifichiamo che cosa viene copiato davvero, dove finiscono le copie e se qualcuno ha mai provato a ripristinarle.

  2. Fase 2 · Progetto

    Decidiamo dove e quanto spesso

    Per ogni sistema stabiliamo quante copie servono, dove tenerle, per quanto conservarle e in quanto tempo deve poter ripartire. Da qui esce il preventivo, con un numero preciso.

  3. Fase 3 · Messa in opera

    Mettiamo in piedi le copie

    Configuriamo i backup con gli strumenti adatti a ogni sistema, in sede o in cloud secondo i casi, e mettiamo al riparo almeno una copia.

  4. Fase 4 · Prova

    Proviamo il ripristino e ve lo mostriamo

    Ripristiniamo file, caselle o un server intero e misuriamo quanto ci vuole. Poi ripetiamo le prove che abbiamo concordato, e ogni esito lo analizziamo insieme.

Microsoft 365 e Google Workspace non fanno il backup al posto vostro

Microsoft e Google garantiscono che il servizio funzioni, non che ogni dato si possa sempre recuperare. Quello che viene cancellato resta recuperabile per un periodo limitato, da un paio di settimane a qualche mese a seconda del servizio, e poi sparisce; se un account viene violato, o un ransomware cifra i file sincronizzati, la versione buona può andare persa anche lì.

Posta e documenti li copiamo quindi fuori dal loro sistema, con i tempi di conservazione che decidete voi.

Backup e disaster recovery non sono la stessa cosa

Il backup risponde alla domanda «i dati ci sono?». Il disaster recovery risponde a quella che conta il giorno del guasto: in quanto tempo si torna a lavorare, e con quali dati.

Per rispondere servono due numeri, che calcoliamo sistema per sistema: quanto a lungo l’azienda può restare ferma e quanto lavoro può permettersi di rifare, cioè quanto indietro nel tempo possono risalire i dati recuperati. Nel gergo tecnico si chiamano RTO e RPO, e sono loro a decidere dove tenere le copie e quanto spesso farle.

Ne abbiamo scritto con più calma sul blog, in disaster recovery per le PMI.

Quanto costa

Non c’è un costo fisso, perché un backup fatto bene non si vende a pacchetto: dipende da quanti dati ci sono da proteggere, da quali sistemi (server, computer, caselle di posta), da dove devono stare le copie e da quanto in fretta dovete poter ripartire.

Per questo si parte sempre da una consulenza gratuita, in cui capiamo che cosa serve. Da lì esce un preventivo. Le licenze dei programmi di backup restano intestate a voi.

Domande che ci fanno spesso

Microsoft 365 fa già il backup della posta?

Conserva per un periodo limitato quello che viene cancellato, ma non tiene una copia indipendente: se il cestino si svuota, o se qualcuno entra nell’account e cancella tutto, non c’è un punto da cui ripartire. Lo stesso vale per Google Workspace: la copia indipendente, fuori dal sistema del fornitore, la facciamo noi.

Cos’è la regola 3-2-1?

Tre copie dei dati, su due supporti diversi, di cui una fuori sede. Noi ne aggiungiamo una che nessuno può modificare né cancellare, perché è quella che resta intatta quando un ransomware cifra tutto il resto.

Il backup protegge dai ransomware?

Sì, a patto che almeno una copia resti fuori dalla sua portata. Un ransomware cifra tutto quello che riesce a raggiungere: i dischi collegati, le cartelle sincronizzate e spesso anche le copie sul NAS, se il NAS è sempre accessibile. È il motivo per cui almeno una delle copie è protetta in modo che nessuno possa modificarla né cancellarla.

Ogni quanto provate il ripristino?

Non c’è una cadenza uguale per tutti: che cosa provare e ogni quanto lo decidiamo con voi, in base a quanto sono importanti i dati e a quanto cambiano. Ogni prova finisce in un documento che rivediamo insieme: cosa abbiamo ripristinato, quanto ci è voluto e cosa non ha funzionato.

Quanto tempo ci vuole per ripartire dopo un guasto?

Dipende da cosa si rompe e da come sono fatte le copie, ed è proprio il numero che calcoliamo nel progetto e poi misuriamo con le prove di ripristino. Alla fine lo conoscete per ogni sistema, prima che serva.

Serve comprare un NAS?

Non sempre. Dipende da quanti dati ci sono e da quanto in fretta dovete ripartire: a volte conviene una copia in sede, altre volte basta il cloud, spesso servono tutte e due. Lo decidiamo dopo la consulenza, e se il vostro hardware ha ancora anni davanti ve lo diciamo.

Lavorate solo a Roma?

No, in tutta Italia: ormai i backup si gestiscono da remoto senza difficoltà. A Roma e in provincia, quando serve, veniamo anche in sede.

Chi esegue il lavoro

Ejart si occupa di infrastruttura IT per piccole e medie imprese dal 2003, da Roma. Oltre 500 aziende seguite: server, reti, backup e posta. I backup li imposta e li controlla chi poi continua a seguirvi, senza passaggi di consegne fra reparti.

  • 23 anni di attività
  • Partner Veeam · Synology
  • In tutta Italia, di persona a Roma

Partiamo da una consulenza gratuita.

Cinque minuti di questionario online, oppure un’ora con un nostro sistemista, per capire che cosa viene copiato e che cosa no, dove finiscono le copie e quanto ci vorrebbe per ripartire. Se poi decidete di non fare nulla, non ci siamo persi niente né voi né noi.

Rispondiamo entro un giorno lavorativo.
06 4341 2978 · lunedì-venerdì 10-18 · Via Cavriglia 42, Roma

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